I programmi di monitoraggio della biodiversità, e in particolare quelli dedicati agli uccelli, si sono evoluti notevolmente negli ultimi anni. In molti casi, il tradizionale lavoro sul campo è stato sostituito dall’uso di algoritmi e intelligenza artificiale. Tecnologie innovative, come il monitoraggio acustico passivo (PAM), che utilizza registratori per catturare i canti degli uccelli e identificarli successivamente, stanno diventando sempre più diffuse nel campo dell’ecologia. Il loro principale vantaggio risiede nel volume di dati che sono in grado di generare e nell’arco temporale che coprono; tuttavia, tale volume solleva anche altre questioni e i risultati devono essere interpretati con cautela. Dato che un numero crescente di programmi di monitoraggio sta adottando il PAM, è essenziale comprendere in che misura esso sia paragonabile al monitoraggio tradizionale. Per questo motivo, nel 2024 l’Istituto per l’Ambiente Alpino ha integrato il monitoraggio acustico passivo degli uccelli nel BMS (Biodiversity Monitoring South Tyrol). Effettuando sia i tradizionali punti di ascolto sia l’installazione di registratori sul campo, cerchiamo di comprendere quanto siano efficaci questi nuovi e innovativi metodi di monitoraggio. Dopo tre anni di studio, abbiamo confrontato gli indici di diversità ricavati dai due metodi di monitoraggio e ne abbiamo analizzato i risultati. Sebbene questa presentazione si concentrerà principalmente sugli uccelli, il relatore illustrerà anche nuovi sistemi di monitoraggio per altri gruppi di organismi, come le falene e i pipistrelli. L’obiettivo è quello di far conoscere queste nuove tecnologie e di discutere in modo critico il loro utilizzo e il ruolo degli ecologi tradizionali in futuro.
Jarek Scanferla, biologo e ornitologo, lavora presso l’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research a Bolzano. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sul monitoraggio dell’avifauna altoatesina, sull’ecologia alpina e sull’impiego di metodi e tecnologie innovative per il monitoraggio.
Il Colloquio si svolgerà in lingua italiana. L’evento è visibile anche sul canale YouTube del museo.



